Penisola del Sinis

Una delle perle del territorio oristanese è rappresentata dalla Penisola del Sinis. Una lingua di terra che parte dalla marina di San Giovanni per arrivare sino a Capo San Marco, estremità nord del golfo di Oristano.

Nel lato nord della Penisola si trovano le bellissime spiagge di San Giovanni, che durante l’estate vengono prese d’assalto dai turisti che amano immergersi nelle acque cristalline e negli splendidi fondali.

Nel lato sud della Penisola sono l’arte e la cultura a farla da padrona. E’ li infatti che è possibile visitare gli scavi archeologici di Tharros, un’antica città fondata dai fenici intorno all’VIII  secolo a.c. e poi abitata dai punici nel VI secolo a.C. Successivamente, sotto la dominazione romana la città ebbe il suo massimo splendore. Rimase abitata però anche in epoca medioevale, sino all’anno 100 circa, in cui venne abbandonata a causa delle numerose invasioni dei pirati.

Tra i ritrovamenti più significativi, i cui resti sono ancora visibili, vi sono 3 templi del periodo punico, una necropoli e numerosi edifici abitativi. Attraverso le visite guidate è possibile ripercorrere le tappe storiche di uno dei migliori siti archeologici della Sardegna. Particolarmente emozionante la veduta dal mare, Tharros è raggiungibile in pochi minuti di navigazione dal Porto turistico di Oristano.

Nel borgo di San Giovanni di Sinis, poco distante da Tharros si può visitare la splendida chiesetta che ebbe origine in età palocristiana, nel VI secolo d.c. e venne completata in un secondo momento tra il IX e il XI secolo.

A pochi chilometri da San Giovanni di Sinis sorge il piccolo villaggio di San Salvatore, un antico borgo di pescatori costruito tra il '600 e il '700. Il paesello sorge attorno a una chiesa costruita nel XVII secolo e che ospita anche l’Ipogeo di origine nuragica dedicato al culto pagano delle acque.